Back from Whidbey Day...
a cura di Sabrina Cosolo e (Diego Cattaruzza) (requisiti: buona volontà e un po' di caffè)

(i corsivi tra parentesi sono di Diego, la sostanza è di Sabrina. L'evento cui ci si riferisce è il Whidbey Day, del quale sono disponibili le slides e le demo).

Sono le 7 di sera di Sabato 13 dicembre 2003, in treno a Bologna diretti verso Trieste, con Diego seduto di fronte che sghignazza leggendo Dario Cassini, un libriccino che ha già fatto leggere a me all'andata facendomi passare un paio d'ore di viaggio senza che me ne accorgessi.
(Era l'unico modo per leggere in pace il giornale e tapparle la bocca).
Quand'ecco che lui salta su e mi propone di fare un tema sui Whidbey Days (il giorno del meeting vero e proprio e tutto il contorno).
(Altro stratagemma per lo stesso scopo).

E così eccomi qua a provarmici da brava scolara, anche se spero che poi non abbia il coraggio o la spudoratezza (in fondo è un amico, no?) di pubblicarlo, perché vorrei evitare denunce in quanto ogni riferimento a fatti e persone esistenti è puramente voluto.
(Vedrete quant'è perfida).
Scusate se sembrerà il tema del lunedì mattina alle elementari che la mia maestra puntualmente ci assegnava, titolo: "Ieri io..." (ma non mi offendo se lo userete per addormentarvi meglio davanti al PC).
(Non preoccupatevi. L'ho revisionato io, ovviamente, e quindi non può 'sembrare' un tema: è un tema. Ben fatto).

Prima di iniziare il diario, una affermazione: è stato bello dare un volto a una serie di e-mail e di nick che ormai conosco e frequento da un anno e conoscere un gruppo di pazzi scatenati che mi hanno dimostrato di non essere un caso isolato nella mia follia.
(Si contenta mica di poco, lei! Tanto per ribadire una cosa che sapete già, è stato bellissimo anche per me, ritrovare qualcuno e trovare qualcun altro).

Gianluca è stato il primo che ho conosciuto, assieme a Gerardo e Massimiliano: non lo avevo mai visto fisicamente neppure in foto (meglio) e non me lo figuravo proprio, mi immaginavo il suo modo di fare, la sua simpatia, il suo senso dell'umorismo e la sua passione incontenibile per la programmazione, assomiglia un po' ad Harry Potter, e come Harry Potter, ad ogni domanda curiosa su quel che sarà possibile fare con Whidbey, agitava la bacchetta magica, in questo caso il cursore del suo mouse e ci mostrava magie e stregonerie che tutti noi babbani potremo fare appena avremo in mano questa nuova meraviglia di Casa Microsoft.
(credo che nei prossimi giorni Gerardo e Massimiliano hanno un buon argomento per prendere di mezzo Gianluca...)

Ma ora, veniamo al diario vero e proprio, se no come faccio a farvi addormentare meglio davanti al vostro PC...?
Vi risparmio la parte iniziale dalla sveglia (5:30) all'arrivo a Firenze (1:30), anche perché, salvo il Cassini e la conversazione (monologo) con il buon Diego per passare il tempo, ci sono solo le stazioni toccate dall'EuroStar... Trieste, Portogruaro, Mestre, Venezia, Mestre, Padova, Rovigo, Ferrara, Bologna... ("Eurostar Italia vi ringrazia di aver viaggiato con noi e si augura di rivedervi presto sui suoi treni Eurostar...")

Arrivati a Firenze, Gerardo ci ha raggiunto in testa al binario - lui non è di quelli che scrivono spesso (oppure usa un nick che non conosco, né me lo ha rivelato, forse è un po' timido, chissà (bel ragazzo, eh?)), ma scopro poi che assieme a Massimiliano, che stiamo per incontrare, è il migliore amico di Gianluca; sono come i tre moschettieri: sempre insieme "tutti per uno..." - da buon toscano (si riferisce a Gerardo) ci mette meno di dieci secondi per farci stare a nostro agio con lui, ha in mano il suo portatile, pronto per fare da Backup a quello di Gianluca, perché con i ben noti precedenti (è successo a Bill Gates ed è entrato nella storia celebrata dai Pinguini) non si sa mai.

Scopro che Gianluca lavora proprio alla stazione di Firenze, lo raggiungiamo all'ufficio, lui scende a salutarci, sta ancora lavorando sugli ultimi particolari delle slides, e neanche a dirlo (vedi prima legge di Murphy) ha appena avuto un problema con il suo hard disk: una bella schermata blu! Per fortuna sembra tutto di nuovo a posto.
Ci accompagna nel cortile dove Massimiliano sta caricando borse e valigie sulla sua Alhambra.
Altra serie di saluti e battute, Gianluca ci raggiunge col portatile acceso e aperto, "Sciò il disco che sta mascinando perché mi s'era piantato coll'autluck aperto e sciò du giga e sette di database messaggi..." (più o meno così suona la giustificazione ("excusatio non petita...")).

Partiamo poco dopo, e appena imboccata l'autostrada torniamo indietro perché ci siamo dimenticati i premi, non sia mai... (che ci facciamo mancare l'avventura...)

Il viaggio verso Roma è lungo, ma io, Gerardo e Gianluca, seduti sul sedile posteriore della monovolume non ce ne accorgiamo per nulla perché siamo presi dai nostri appassionati discorsi relativi alla nostra unica passione e ipnotizzati a guardare le magie di Whidbey sul monitor del portatile.
Infatti abbiamo visto in anteprima alcune delle cose che avrebbe mostrato Gianluca con Daniele Bochicchio e alcune che poi non ha fatto a tempo a mostrarci e qui inserisco una nuova affermazione:

  "Domani installo Whidbey e inizio ad usarlo, non importa se è una Alpha!"

Ci sono stati solo un paio di secondi durante le due ore e mezzo di viaggio in cui abbiamo mollato la nostra animata discussione, che comprende una dissertazione sulle nuove features della classe Console (anche se Antonio e Mauro non approvano alcune delle mie idee in merito... (tutti hanno i loro difetti)).
Come dicevo, siamo stati distolti per qualche attimo dalle nostre dissertazioni sulla filosofia della programmazione da Massimiliano che, evidentemente indispettito dalla nostra totale "trascendenza" da ciò che ci circondava per dedicarci all'osservazione adorante del monitor del portatile (mentre Diego, per i noti limiti suoi, non era in grado di fare conversazione), ha deciso di fare un paio di curve paraboliche a tavoletta imitando Schumacher per superare due TIR, giusto per farci svegliare dalla trance, ripresa prontamente pochi istanti dopo e rimasta tale fino a Roma, dove io e Diego siamo stati lasciati alla stazione del Met.Ro., mentre loro hanno raggiunto il sito della conferenza per effettuare qualche ulteriore prova.

Sospese per un poco le disquisizioni informatiche, io e Diego abbiamo attraversato Roma per arrivare a Ponte Mammolo (Pisolo, Eolo e gli altri saranno offesi perché non hanno dedicato loro una stazione Met.Ro.?) dove avevamo appuntamento con Alberto e dove sarebbe arrivato a prenderci Mauro (Technical).
Alberto, che arrivava in treno da Foligno dove ha lasciato l'auto essendo lui di un paesino dalle parti di Macerata, era già alla stazione. Carrozziere professionista e programmatore per passione, Alberto è un adepto del Maestro Diego, con cui si è comportato per tutte le due giornate come il giovane Anakin Skywalker al cospetto di Yoda (in questo contesto la perdono, ma non crediate che questo autorizzi altri ad eccedere nelle adulazioni, impegno di <uncensured>).
Poco dopo, è arrivato il nostro Chauffeur Mauro, nella sua "Limousine" (travestita da ansante e smarmittante Peugeot per scansare i malintenzionati), con la quale ci ha portato all'hotel.
Quaranta minuti per fare due chilometri e mezzo scarsi a causa del traffico, che ha lasciato sconvolto il buon Alberto che vive in un paesino di 3000 anime.
Io lo sono stata un po' meno dato che, essendomi capitato di passare in auto a Milano in un lunedì mattina piovoso, avevo già esperienza, ma - abbiate pietà di noi, voi Romani e Milanesi - nei ridenti villaggi in cui noi viviamo, venti minuti per fare i sedici chilometri da casa all'ufficio sono ritenuti un ingorgo.
A Roma non tornavo da qualcosa come venticinque anni, e ricordo che già allora i Romani guidavano in modo folle. La cosa non è cambiata e a questo punto condivido pienamente Asterix quando traduce con "Sono Pazzi Questi Romani" l'acronimo della città eterna (Ehi! - il primo acronimo della storia e non lo ha inventato la Microsoft!!!).
(Prima Harry Potter, poi Guerre Stellari, adesso Asterix. Che cultura abbiamo noi programmatori, eh?)
Questa convinzione è stata confermata dal nostro hotel, spartano, pulito... e di alta posizione, infatti era situato al settimo piano di un palazzo piuttosto vetusto, il cui ascensore era una trappola mortale, sembrava una 'bara' a tre posti dato che la cabina era di legno (per di più, ci si stava 'in fila indiana').
Fortunatamente, visto che sono qui a scriverne, siamo sopravvissuti, perciò rendiamo grazie a Sant'Otis patrono degli ascensori per avere ascoltato le nostre preghiere ad ogni viaggio.
Depositati i bagagli e chiamata la mamma per avvisarla che ero arrivata sana e salva, siamo scesi da basso (a portare un paio di modesti presenti a) Mauro che aspettava da buon chauffeur per condurci in pizzeria dove era organizzato il 'symposium', come ama chiamarli Diego, pre-conferenza.

I due tragitti automobilistici mi hanno permesso di conoscere un po' Mauro, apprezzando la sua romanesca simpatia e la sua diabolica capacità di lanciare battute a raffica (oltre che una carissima persona, è dotato di notevole intelligenza), oltre alla sua destrezza di pilota nel traffico romano dove guizzava come un pesce pagliaccio fra squali, murene, aragoste e altri predatori pronti a stritolarti o sbatterti su uno scoglio.
Schernendosi ai complimenti da parte mia e di Alberto che non oseremmo mai venire a Roma in auto, Mauro ha attribuito le sue capacità a caratteristiche genetiche insite in tutti i Romani (Diego, il solito superbo, dice che guida come già faceva lui con la 500, passando dove passano le vespe, ma ce lo vorrei vedere nel traffico di Roma, altro che Trieste!).
Un'altra caratteristica di Mauro è l'innata capacità di non rispondere alle domande curiose di noi sciagurati turisti: infatti, ogni volta che Alberto oppure io gli chiedevamo informazioni geografiche quali "ma dov'è ..." oppure "Come si arriva a..." oppure "Si può trovare..." e ancora "Cosa consigli di assaggiare..." lui replicava regolarmente "Questo non lo so, dovete chiederlo a Fabrizio, lui sa tutto..."

Trovato un parcheggio e raggiunta la pizzeria abbiamo trovato Maurizio Brasca, milanese che al momento fa il pendolare a Roma e persona in grado di mettere il buonumore a chiunque gli stia accanto con una semplice stretta di mano; dopo di lui è arrivato Antonio Giuliana direttamente dalla Camera (quella con la C maiuscola) e poco dopo sono giunti il gruppo dei relatori e gli altri fra cui anche Valeria, facendo sì che per una volta io non fossi la sola donna del gruppo.
(Più tardi s'è aggregata anche un'altra simpaticissima ragazza che alle prime sembrava fosse solo la ragazza di un programmatore, ed invece è programmatrice pure lei. Tremate, maschilisti, tremate! Le streghe programmatrici son arrivate!)

Abbiamo iniziato a scambiarci un po' di notizie sui rispettivi lavori, poi naturalmente la conversazione si è spostata sugli argomenti informatici; eravamo troppi per poter fare una conversazione di gruppo, perciò c'erano vari gruppi: Daniele che era tutto infervorato a parlare male di qualcuno che non c'era (stendiamo un velo im-pietoso sull'oggetto di tanto disprezzo), io che mi sono lanciata ancora una volta in una dissertazione sull'interfaccia carattere con Antonio e Mauro, che hanno furiosamente difeso le finestre e le form, e poi Antonio che ci ha esibito una delle sue creazioni, un aggeggio USB da usare per la gestione della sicurezza.
Erano vent'anni che non vedevo un circuito assemblato con i fili su una piastra di vetronite, cosa che mi ha fatto ripensare al mio incubo in officina elettronica "Quella saldatura è opaca! Devono essere lucide oppure la corrente non passa!"

Fra una chiacchiera e l'altra abbiamo mangiato benissimo, io una pizza che sembrava un lenzuolo, alcuni altri pasta o carne, e si è fatta l'una di notte.
Sempre a bordo della "Limo" di Mauro abbiamo accompagnato a casa Antonio e siamo passati poi a casa sua per prendere gli appunti su come arrivare al centro conferenze dato che il giorno dopo lui non avrebbe potuto usare l'auto, e siamo tornati in albergo dove io sono crollata addormentata in circa 5 secondi (erano le due di notte, io normalmente non riesco ad arrivare sveglia alle undici di sera e quella mattina per di più mi ero svegliata alle cinque e mezzo...)
(Noi abbiamo fatto un po' di zapping tra i canali privati romani, giusto per vedere se c'era qualche varietà, ma le gambe erano sempre quelle).

La mattina dopo, alle sette ero in piedi, mi sono preparata e ho chiamato Diego. "Sei già sveglia?" mi risponde meravigliato, "Siamo qua al bar di fronte." Capisco che normalmente le esponenti del sesso femminile hanno sempre almeno mezz'ora di ritardo sull'orario stabilito per qualsivoglia appuntamento, io invece ho il vizio di essere puntuale.
(Semplicemente l'eccezione che conferma la regola).
Dopo cappuccio e cornetto, abbiamo preso il tram fino a Termini, poi la Met.Ro. fino alla Magliana ed infine l'autobus fino al posto dove era la conferenza (questa noterella serve a partecipare sia che si tribola per andare da un posto all'altro in una città che non si conosce, sia che a Roma non è poi tanto difficile: c'è un buon servizio).

Mentre aspettavo l'autobus ho chiamato il mio socio che mi aveva lasciato un SMS "Chiamami." la sera prima e lui mi fa: "A che ora arrivi in ufficio stamattina?" rimanendo poi sconvolto dalla mia affermazione "Claudio, guarda che sono a Roma." E rispondendo "Ah! Non lo sapevo." A cui puntualmente ho replicato. "Ma dove eri con la testa quando due settimane fa ti ho avvisato?"
E' un raro esemplare di Systemisticus Smemorandum, capace di ricordare a memoria la configurazione di una Active Directory e di tutte le Group Policies assegnate user per user ma che necessita che la nostra segretaria lo chiami per ricordargli che deve portare la macchina dal meccanico oppure resta a piedi.
Scommetto che vi ricorda qualcuno... infatti la segretaria telefona anche a me per ricordarmi gli appuntamenti del giorno seguente o avvisarmi che devo portare o prendere qualcosa in ufficio oppure io Programmatoricus Smemorandum sono peggio del mio socio...

Arrivati al centro conferenze, perfetti alle dieci meno un quarto, veniamo accolti da Mauro che con gli altri è lì dalle otto; sono tutti un po' preoccupati perché non c'è quasi nessuno. Io cerco di rassicurarli, "non sono mai puntuali, vedrete che continueranno ad arrivare fino a mezzogiorno".
Lo sciopero dei treni è la cosa che li ha un po' demoralizzati. Invece, già alle dieci e mezzo siamo un centinaio e iniziamo e per il coffee break siamo arrivati quasi a duecento.
(Per chi non lo capisse da sé, per il futuro delle communities era abbastanza importante dimostrare di essere communities, appunto, composte da un buon numero di membri)

La conferenza inizia con una introduzione di Daniele e Gianluca che presentano le due communities con uno straordinario filmato costruito sulla storia dei due siti di VB T&T e Asp Italia e ci introducono la giornata.
(io ho avuto un piccolo soprassalto d'orgoglio nel vedere il mio nome in una slide. Certe cose ti segnano! Lo dice anche Tarcisio)

Inizia Gianluca (MVP Visual Basic) che fra esclamazioni meravigliate di tutti i presenti ci illustra come con Whidbey scriveremo almeno il 50% del codice in meno per ottenere le stesse cose, ci mostra la classe My e le sue meraviglie, i code snippets, e le classi parziali, ci mostra come la pubblicazione e la gestione del versioning saranno ancor più semplici di quanto siano ora, ci mostra il nuovo IDE (grande ooohhhh quando ci mostra come si allineano e si dimensionano i controlli su posizioni e misure uguali con uno strabiliante automatismo) e ci dà modo di avere purtroppo solo un assaggio, causa il tempo tiranno, di quello che potremo fare.

Dopo di lui Antonio fa un intervento un po' (scrivere <un po'> è un modo meschino di vendicarci) più tecnico e ci mostra come si possa utilizzare una DLL DotNet per il controllo della porta seriale sia da VB.NET che da VB6 (esponendo quindi l'interoperabilità di Com e .NET dal lato della tecnologia più antica (prego: rileggete bene attentamente e rendetevi conto del concetto e della portata incredibile dell'assunto).
Inoltre esibisce non solo un emulatore del suo progetto, ma un altro simpaticissimo oggettino assemblato su vetronite con un display a 7 segmenti collegato sulla seriale e pilotato dal programma DotNet.
Mentre spiega il funzionamento della DLL scritta in C++.NET fa una affermazione relativa alla sicurezza del Kernel "Ring 0" e "Ring 3" che tutti i presenti, me compresa, hanno finto di aver capito quando in realtà non avevamo idea di cosa stesse dicendo.
Tutto questo per far capire quale sia la preparazione smisurata del nostro Antonio (per cui si merita almeno l'<un po'>).

Il coffee break è al solito uno dei momenti più apprezzati dalla community che come una mandria di bufali si getta sui tavoli imbanditi, complimenti all'organizzazione per la qualità del servizio e per la qualità di quello che è stato offerto, davvero ottimo, soprattutto i cornettini con la crema alla nocciola.

La seconda parte della mattinata è di Daniele (MVP DotNet) e Lino di AspItalia che in tandem (tipo Gianni e Pinotto) ci mostrano come in ASP.NET 2.0 non sarà proprio necessario scrivere neppure una riga di codice, basterà fare drag and drop per costruire un sito dinamico e se proprio necessario in alcuni casi dovremo scrivere una query SQL.
(Non è che abbiamo finito di usare la testa per programmare, ma ci è reso molto ma molto più facile l'aspetto pratico. E' stata la parte che mi ha interessato di più).
Causa la versione Alfa ci sono un paio di inceppamenti, così come c'erano stati durante la presentazione di Gianluca, ma quel che vedo incrementa la mia volontà di iniziare a usare Whidbey domattina.

Si arriva al pranzo, prima di uscire dalla sala conosco Natascia e Cooley, altri due membri della community, tutti andiamo al buffet caldo e freddo anche in questo caso ottimo e soprattutto abbondante - evidentemente Microsoft, che ha sponsorizzato l'evento, ormai sa bene quanto la differenza fra uno sciame di programmatori e uno sciame di locuste sia minima.
Il pranzo viene condito con quattro chiacchiere con Valeria, con Natascia e con Luca Bianchi il relatore della parte Yukon.

Mentre terminava la sessione mattutina è arrivato anche Fabio Santini di Microsoft che inizierà la sessione pomeridiana. Lo conosco solo di nome, e l'ho visto alla Microsoft, ma non ho mai avuto modo di vederlo su un palco. Ebbene quel che posso dire di lui è che potrebbe andare a Zelig domattina ed avere un grande successo.

La sua sessione, pur dimostrandoci quelle che sono le potenzialità tecniche della gestione di apparati mobili come i pocket PC e gli smart phone, è colorita da una vena umoristica e da una raffica di battute che mette di buon umore.
Inoltre quello che ci mostra lui è già applicabile seppure gli smart phone non siano ancora in vendita.
Posso capire perché Microsoft lo abbia scelto come intermediario proprio con le comunità dei tecnici: pure essendo un commerciale in grado di vendere frigoriferi agli eschimesi, ha un background tecnico tanto buono da riuscire a non far sembrare stia cercando di venderci qualcosa, cosa che un commerciale non tecnico non potrebbe mai fare, non davanti ad un gruppo di professionisti pronti a coglierlo in castagna.
(E' semplicemente molto bravo a catturare l'attenzione, eliminando ogni rischio di noia ed ottenendo, con la sua competenza - perché ne capisce davvero e si nota - l'acquisizione della conoscenza da parte degli spettatori).

Dopo di lui, abbiamo il coffee break (ma stiamo sempre a magnà?) e l'intervento di Luca Bianchi, che presenta una serie delle nuove funzionalità di Yukon con esempi pratici facendoci venire la bava alla bocca anche relativamente al nuovo SQL Server.
(Diego si deprime: al Comune vogliono restare con Oracle... A giudicare dal poco fatto balenare dalle chiare spiegazioni di Luca, MVP di SQL Server, chiare anche per me che non ne so alcunché, sembra davvero un peccato).
Adesso come faremo ad aspettare un anno???

Dopo l'intervento di Luca, c'è l'estrazione dei premi, qualcosa di inedito per una conferenza tecnica, non c'era mai stato prima che io ricordi.
Io ed altri due o tre raccomandati riceviamo un premio senza neppure partecipare all'estrazione, solo per aver dato una mano in lista, una ricompensa per divertirci (che posso dire se non "Grazie mille!").
Dopo di che vengono estratti a sorte fra tutti i partecipanti dei corsi online di ASP.NET, abbonamenti a VB Journal e una serie di libri tutti dedicati ad ASP, su Whidbey e Longhorn nonché una serie di giacche impermeabili di MSN.

Alla fine ci salutiamo, la maggior parte rientrano subito a casa, Gianluca compreso, che non ha praticamente dormito nelle due settimane prima dell'evento ed ha davvero l'aria stravolta.
Inoltre realizzare "omioddio-è-finita-finalmente" porta al rilassamento e la stanchezza in questi casi si sente ancor di più.

Chi rimane si organizza per la cena, ci si dà appuntamento alla stazione Termini alle otto e un quarto.
Mauro va a casa a prendere l'auto (una di quelle vere), passerà a prenderci in albergo, Valeria si offre di portarci alla Met.Ro. così ci risparmiamo il giro in autobus, grazie ancora Valeria!
Dato il traffico, arriviamo alla Stazione Termini alle otto meno un quarto, perciò decidiamo di non tornare in albergo e mandiamo un SMS a Mauro che ha il telefono irraggiungibile, forse anche lui in metro o più probabilmente in moto.
Alle otto e mezzo arriva Mauro, dovevamo essere quattro gatti invece va a finire che siamo quattordici, recuperando un partecipante che ha perso il treno e deve aspettarne un altro fino a mezzanotte, i Siciliani che come noi partono sabato, Daniele e Luca di Aspitalia che rimangono e poi Valeria e alcuni altri di Roma.
Dato che il venerdì sera a Roma tutti sono in pizzeria e quattordici persone senza prenotazione non hanno speranza, optiamo per un pub, che è presto perché sia pieno, occupiamo un quarto del locale e iniziamo a ordinare mentre gli ultimi arrivano dopo aver trovato parcheggio probabilmente all'EUR data la quantità di auto che ci sono in giro (C'è anche la concomitanza dell'evento Telethon, per cui sono bloccate alcune vie, ma ci troviamo bene lo stesso. Si apprezza l'usanza degli stuzzichini prima di portare quanto ordinato).

Ci dedichiamo a commenti per lo più entusiasti su quanto abbiamo visto, a chiacchiere varie e a discussioni animate sulla filosofia del servizio al cliente (appunto: gli stuzzichini, che a NordEst non si usano) fino a mezzanotte. Ora in cui dopo le due giornate appena trascorse io mi sento pronta a cadere addormentata di botto.
(Io sarei andato volentieri a ballare, ma non c'era proprio alcuna predisposizione da parte dei presenti).
Prima di riportarci in albergo, però, Mauro si offre di fare da guida a Sebastiano che con un altro ragazzo siciliano devono tornare ai rispettivi alloggi. Uno dei due sta in un luogo che Mauro non sapeva esistere, perciò armati di stradario ci avviamo. Essendo io al posto del Navigatore mi occupo di fare la parte del GPS e arriviamo alla meta senza neppure perderci (ho un futuro anche nel caso decidessi di smettere con il software). Instradiamo anche Sebastiano verso il suo albergo con un saluto e un arrivederci alla prossima e ci avviamo all'hotel.
Anche stavolta sono le due. Saluto Alberto che si alzerà alle cinque (Ma come fa???) perché ha il treno alle sei del mattino e con Diego ci diamo appuntamento a quando ci svegliamo senza indicare un'ora. Mi svesto e mi domando "Doccia o non doz... zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz" (ok, la doccia domani).

Avrei potuto dormire fino alle dieci, tanto il treno parte alle tre. Ma il mio cervello ha una sveglia automatica alle 6 e 45, perciò alle sette e un quarto sto per mandare un messaggio a Diego che mi precede e mi dice "scendo a bere il caffè". Così esco e lo avviso che sono pronta (e mi dà l'opportunità di essere cortese ad aspettarla).
Paghiamo il conto, io costringo il "concierge" a compilare la ragione sociale completa della mia azienda sulla ricevuta (così impara a non farmi la fattura) e se non vi sembra una cattiveria così grande, "For You Information Technologies snc di Lipone Claudio & C." è quasi come scrivere 'supercalifragilistichespiralidoso' e farlo la mattina alle sette poi...

Io e Diego, commentando la giornata di venerdì, andiamo a bere il caffè, e poi di nuovo tram fino a Termini dove lascio in deposito la valigia e prendiamo la Met.Ro. fino al Colosseo per una camminata.
E' una mattinata splendida, non c'è freddo e non c'è una nuvola, perciò facciamo il giro del Colosseo facendo foto da turisti e passiamo poi per i Fori Imperiali dirigendoci verso l'Altare della Patria. Da lì andiamo a vedere che mostre ci sono a Palazzo Venezia e scopriamo che c'è qualcosa di interessante, passando un'ora e mezzo ad ammirare quadri e foto d'epoca, una mostra davvero molto bella, peccato che l'illuminazione sia barbara a dir poco così i quadri non si possono godere più di tanto. (A parte i piedi gonfi).
Dopo questa pausa culturale, Diego "si fissa" di ritrovare un posto dove si mangia bene, in cui c'era già stato portato da Maurizio nella sua precedente visita, posto meritevole di essere rivisitato, che sa essere dietro alla Camera.
Abbiamo tempo, quindi... perché no?. Con sei o sette indicazioni, alcune false e tendenziose altre esatte, da parte dei sempre gentilissimi negozianti e poliziotti di pattuglia, raggiungiamo piazza Montecitorio così vedo il palazzo che quotidianamente vediamo al telegiornale. Con una ulteriore telefonata a Maurizio Brasca che è già a casa a Milano, troviamo anche il locale la "Trattoria del Cavalier Gino" dove prenotiamo per due visto che aprono all'una. Facciamo un giretto lì attorno e torniamo all'ora giusta. Tonnarelli della casa, ossibuchi e verdure, davvero un ottimo pranzo (io lo sapevo che meritava un sacco tornarci) e il Cavalier Gino si ricorda persino di Diego, (inscenando la sua famosa pantomima della grattatina 'personalizzata' di pecorino sui tonnarelli).
Alle due meno qualche minuto è ora di andare, non ho voglia di perdere il treno e strano ma vero, gli Eurostar sono puntuali... (e le Sabrine sono ansiose...)
Mi fanno la fattura e allora gli passo il timbro con la ragione sociale della ditta (Diego mi fa l'onore di accettare che gli offra il pranzo: per un maschilista come lui...)

All'incirca alle sette di sera, siamo a Bologna e Diego sta sghignazzando su Cassini, quando salta su a propormi di scrivere un tema... Ah, ma questo lo sapete già...

Questo è quanto, ringrazio ancora Mauro per essersi dato da fare ben oltre quello che l'ospitalità imporrebbe. Gianluca e Daniele per l'organizzazione dell'evento.
Faccio i complimenti a tutti i relatori per quello che ci hanno esposto e mi spiace che ci sia stato davvero troppo poco tempo per argomenti che meritano ulteriori approfondimenti.
Spero possiamo rivederci ancora presto e risentirci più spesso ancora in lista e fuori dalla lista non solo per questioni tecniche ma anche per una chiacchierata senza argomenti precisi.
Dietro ai colleghi (almeno dietro a molti di essi) ho trovato persone la cui conoscenza vale la pena di essere coltivata.
(Condivido ogni riga di questo paragrafo: grazie Mauro e Daniele e Gianluca e Antonio e Fabio e Luca e Lino.
Sono gasato dal fatto di aver conosciuto Valeria e Natascia e Sebastiano e Flavio e... meglio che la pianti sennò diventa una cosa troppo lunga e stucchevole)

Grazie a tutti voi che siete arrivati fin qui a leggere senza stramazzare sulla tastiera, ma mi rendo conto che ormai è ora che la pianti.
Grazie ancora a tutti e a risentirci in lista...
Sabrina (e Diego)